giustizia

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

(Raccomandata n° 200839263147)

PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE

(Dott. Luigi SALVATO)

(Raccomandata n° 200839263158)

P.C.

On. Min. Carlo NORDIO

( nordio_c@camera.it )

Segr. Dott. Luca TURCO

( marialuigia.santarelli@giustizia.it )

@CorteCost @Quirinale @SenatoStampa @EU_Commission

1) Su ‘Il Sole 24 Ore‘ del 13.8.23 è stato recensito, a firma di Sabino Cassese, il libro ‘La repubblica giudiziaria’ di Ermes Antonucci, in cui l’autore a sua volta auspica “Una radicale riforma costituzionale che, condivisa da tutti i partiti, preveda l’introduzione dei necessari correttivi e contrappesi al campo d’azione delle toghe”.

2) I cosiddetti “partiti” però attualmente risultano essere mere associazioni private che, nel bene o nel male, gestiscono tramite leggi parlamentari denaro pubblico. Ultimo degli esempi è il Superbonus : “Misura”, citando il ‘Corriere.it‘ del 14.9.23, “appoggiata da tutti i partiti” con “impatti surreali sul debito pubblico, per almeno 120 miliardi di euro” (sulle potenziali malversazioni in campo di efficientamento energetico in edilizia è stata depositata lo scorso maggio in Procura di Firenze copia email datata 28.3.21 in cui veniva indicata alla Commissione UE una strategia in vista dell’arrivo dei fondi del PNRR, questa messa in copia a suo tempo per conoscenza anche ad ENEA).

3) Il 1° agosto 1984 fu presentato a Montecitorio un disegno di legge per regolarizzare la vita interna dei partiti stessi e fondazioni. Chi presentò quella legge dopo un mese e mezzo circa fu esautorato dalla carica di vice segretario del PSI (allegato 1). Questo a testimonianza che quello che più di recente è stato dozzinalmente definito ‘Il Sistema’, aveva già raggiunto livelli di guardia ben prima del 1992.

4) Una fotografia ancor più aggiornata dello status quo viene fornita da ‘L’Espresso’ in un articolo del 25.6.23 intitolato ‘Forza Italia in rosso – I conti sballati del partito-azienda’: “Basta pensare allo spettacolare andamento dei fatturati pubblicitari di Mediaset, anche negli anni in cui il mercato era fiacco e la Rai arrancava. Fra il 2001 e il 2006, nel quinquennio d’oro dell’epoca del Cavaliere, il maggior gruppo privato surclassò le reti pubbliche con gli inserzionisti che facevano a gomitate per conquistare gli spazi del prime time. Circa mezzo miliardo, si calcolò, fu il dividendo dell’euforia berlusconiana. Anni indimenticabili. Anni in cui i rimborsi elettorali avevano avuto l’effetto di una droga pesante somministrata al sistema politico. Si arrivò nel 2006 all’assurdo di garantire con una leggina vergognosa, votata da tutti i partiti compresa Forza Italia, il pagamento delle rate annuali dei rimborsi anche nel caso di scioglimento anticipato delle Camere. Cosicché nel 2008, alla caduta del secondo governo Prodi, non sapevano più dove mettere i soldi. Dicono tutto i bilanci di quell’anno meraviglioso pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Mentre nascevano a sinistra il Partito Democratico e a destra il Popolo delle Libertà, il trucco per continuare a incassare fu quello di lasciare in vita i vecchi partiti, trasformandoli in casseforti gonfie di denaro. Forza Italia, ormai un involucro vuoto, incassò così 154,9 milioni di euro, e nel bilancio figurarono altri 134,4 milioni di crediti futuri per rimborsi elettorali. Totale: 289,3 milioni. Il tutto mentre il Popolo delle Libertà, che aveva appena fatto il pieno di voti, rivendicava nel proprio bilancio, distinto da quello del partito madre, altri crediti verso lo Stato per l’ammontare di 165,2 milioni. Totale generale: 454 milioni e mezzo” (allegato 2).

5) Sul mancato rispetto delle regole interne dei “partiti”, un esempio lo dà ‘il Fatto Quotidiano’ del 29.8.23: “Il problema però è che Fratelli d’Italia non organizza un congresso dal 2017: il 2-3 dicembre di quell’anno fu certificata la leadership di Meloni alla vigilia delle elezioni politiche del 2018. Da allora, però, di congresso non si è più parlato, nonostante lo statuto lo preveda all’articolo 9 in maniera vincolante, spiega un dirigente FdI di lunga data” (allegato 3).

6) Come già illustrato, la politica ha inevitabilmente dei costi ed accanto ai cosiddetti “partiti” si sono affiancati le fondazioni, come si evince dal quotidiano ‘LaVerità’, che il 15.11.20 titolava ‘I Benetton, Toto, la magistratura – Così Open tesseva la sua rete’. Poi scrivendo: “In ansia per i costi della Leopolda 2014 (400.000 euro stimati), Alberto Bianchi, presidente di Open, in un’email a Renzi, Maria Elena Boschi e Luca Lotti, caldeggia la ricerca di «possibili sponsor». E nei papabili, colloca proprio i Benetton…” (allegato 4). Per arrivare quindi alla ‘Fondazione Alleanza Nazionale’ (www.fondazionean.it), ente che “ha in pancia depositi bancari per una trentina di milioni e beni immobili che valgono sul mercato circa 200 milioni di euro” (‘la Repubblica‘, 24.8.23) e che vede nel suo consiglio di amministrazione, oltre all’attuale Presidente del Senato, anche senatori di altri schieramenti.

7) Venendo all’oggetto del presente esposto, con deposito del 27.7.23 nella sentenza N° 170/2023 la Corte Costituzionale si è espressa a favore del ricorrente nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito dell’acquisizione di plurime comunicazioni del senatore Matteo Renzi, disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Firenze nell’ambito del procedimento penale a carico dello stesso senatore e altri, in assenza di una previa autorizzazione da parte del Senato della Repubblica”, annullando “il sequestro dei messaggi di testo scambiati tra il senatore Matteo Renzi e V. U. M. nei giorni 3 e 4 giugno 2018”; questo in virtù del fatto che, ai sensi dell’art. 68 della Costituzione, quest’ultimo era “in carica dal 9 marzo 2018”. Nella suddetta sentenza il termine “corrispondenza” compare 139 volte, riferita a WhatsApp facente parte dal 2014 del gruppo Meta (Facebook): “si è lasciato che le c.d. GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft) acquisissero sempre più poteri, spesso anche poteri para-statuali che avrebbero dovuto, in una visione sana della democrazia, restare appannaggio esclusivo degli Stati per quanto difficile avrebbe potuto – e potrebbe – risultare esercitarli nel quotidiano” (‘La Internet Governance e le Sfide della Trasformazione Digitale‘, L.Abba, A.Lazzaroni, M.Pietrangelo).

8) Come riporta ‘la Repubblica-Firenze‘ del 13.8.23 “Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha chiesto che venga esercitata l’azione disciplinare nei confronti del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Turco, e del sostituto, Anonino Nastasi. Entrambi sono accusati dal ministro di aver commesso un «illecito disciplinare». Tutto ruota attorno all’inchiesta della Procura fiorentina su presunti finanziamenti illeciti a Open, la fondazione nata per il sostegno delle iniziative politiche dell’ex premier, Matteo Renzi”. Sarà stata una coincidenza, ma alle 00:44 del 12.8.23 era stata inviata sulle caselle di posta elettronica daniela.santanche@senato.it e matteo.renzi@senato.it (pure segr. Dott. Nastasi e per par condicio tutti i capogruppo al Senato), copia del Tweet appena postato ( https://www.civitasdemocratica.it/2023/08/12/open-to-visibilia/ ) che citava sia l’inchiesta Open, sia quella riguardante Visibilia per la morte di Luigi Ruffino, nonché quella di David Rossi di MPS (allegato 5).

9) Si fa presente che nell’integrazione di un procedimento (n° 9900/2015) depositato a settembre 2015 presso la Procura di Roma, in data 24.6.16 veniva specificamente chiesto di far luce sui finanziamenti della Fondazione Open (allegato 6). Ed all’epoca l’ex Sindaco di Firenze non era ancora diventato parlamentare della Repubblica. Nella medesima integrazione viene fatta menzione come si fosse “inviata il 23.5.16 una segnalazione all’Antitrust italiana sul ruolo di Telecom ed ENEL nella realizzazione della banda larga e potenziali conflitti di interesse”, tema ripreso più avanti da ‘il Fatto Quotidiano‘ l’8.11.19: “Open Fiber, la società della fibra ottica messa in piedi da Cdp e Enel per obbedire all’ordine di Matteo Renzi di costruire una rete statale alternativa a quella di Tim”. Settimane fa il direttore de ‘L’Espresso‘ (3.9.23) si è così pronunciato sull’argomento: “Due reti, entrambi deficitarie. E’ ora di unirle e investire in un’infrastruttura decisiva per il Paese”. L’obiezione che veniva avanzata nel 2016 dal Sottoscritto era frutto di una banalissima deduzione tecnica: e cioè che prima o poi la messa in posa della fibra avrebbe creato un collo di bottiglia tra le sue società sul FTTH (Fiber To The Home). Ed oggi siamo al cospetto di costi supplementari per “850 milioni rispetto al piano economico finanziario originale” (‘Domani’, 23.9.23).

10) Sempre nella medesima integrazione si era tentato di focalizzare “sulle cointeressenze tra Publiacqua e Acea, con specifico riferimento all’effettivo ammontare degli utili di Publiacqua incamerati da Acea, verificando se tali risorse siano state destinate alle finalità di cui all’oggetto sociale (in specie alla manutenzione ed all’ammodernamento della rete idrica capitolina), nonché sui criteri di selezione e scelta del personale posto ai gradi apicali di Acea, alla congruità degli emolumenti percepiti da costoro. Ciò anche in qualità di utente Publiacqua”: oggi le due partecipate del Comune di Firenze e Roma mostrano elementi di dissapore tra di loro: “Adesso è guerra sulla Multiutility. Acea contro i Comuni toscani” (‘la Repubblica-Firenze‘, 8.9.23). E’ molto probabile che il mandato dell’ex Sindaco di Roma Ignazio Marino sia terminato anzitempo per una dichiarazione fatta il 20.2.14 in cui attaccava Acea con “Pensano alla Borsa, poco ai romani” ( https://www.romatoday.it/politica/sindaco-ignazio-marino-attacco-acea.html ). Si ricorda che la fine della giunta comunale capitolina è maturata in circostanze del tutto irrituali il 31.10.15 con le dimissioni di 26 consiglieri del PD; si rammenta altresì che nel giugno 2015 fu inoltrato esposto ai garanti del Partito Democratico ( https://www.civitasdemocratica.it/2015/06/05/ai-garanti-del-pd/ ) e che l’esposto originale alla Procura di Roma del procedimento di cui sopra fu fatto il 23.9.15 (un mese prima della fine della giunta romana di Ignazio Marino). Non è quindi da sottovalutare che vi sia stato un rapporto di causa-effetto sul fatto che la ‘guerra’ dell’allora Sindaco Marino ad Acea, partecipata legata a Publiacqua, abbia contribuito alla sua defenestrazione. Publiacqua che, come si denunciava il 24.6.16, “ha mantenuto tra le bollette più care in Italia (a Firenze un cittadino paga quasi quattro volte quanto sborsa un milanese …) continuando a macinare utili senza però investire adeguatamente sulla manutenzione degli impianti… e sprechi d’acqua pari al 51%”. Di recente, causa l’impellente siccità, a luglio 2022 era stato inviato un sollecito all’allora Governo ( https://www.civitasdemocratica.it/2022/07/03/pnpri-dove-sei-stato/ ) e la succitata società fiorentina un mese dopo ha annunciato “50 milioni dal PNRR per la riduzione delle perdite idriche”.

11) Il procedimento a cui si fa riferimento nei due punti precedenti è stato archiviato ad inizio 2017 con decreto dalla Dott.ssa Condemi della Procura di Roma (allegato 7) senza notificare al Sottoscritto, come richiesto, la richiesta di archiviazione (ex art.408 c.p.p). Derubricando il tutto, o quasi, a “inchieste giornalistiche… prive del carattere della novità ed attualità”. Violazione denunciata con deposito del 21.9.18 (allegato 8) presso la Procura di Perugia ( https://www.civitasdemocratica.it/2018/09/21/alla-procura-di-perugia/ ). Non è dato sapere se il fascicolo originale sia stato stralciato o inviato per competenza territoriale da Roma a Firenze (in questo caso la sentenza 170/2023 della Consulta in teoria non avrebbe valore in quanto le indagini sulla Fondazione Open sarebbero partite ben prima della nomina a senatore dell’ex Sindaco di Firenze, nonché ex segretario del Partito Democratico).

12) Quattro giorni dopo il deposito della Consulta di fine luglio, il “1° agosto 2023 il senatore Matteo Renzi ha presentato al Senato un disegno di legge di revisione costituzionale”, definito da un ex membro della medesima Corte come “il pericolo più grande per la Repubblica dalla sua nascita” (‘La Stampa‘, 7.9.23). Il medesimo senatore, in un articolo del ‘Corriere della Sera‘ intitolato ‘Lo spoils system per le soprintendenze’, muove le sue critiche mettendo in guardia che la “norma voluta dal ministro Sangiuliano, nell’ennesimo decreto legge omnibus approvato alla chetichella il 10 agosto, rappresenta uno scandalo”. Ma a proposito di norme approvate alla “chetichella”, è stato ricordato anche alla Procura di Firenze come ad agosto 2016 fu inserita nella riforma della Guardia Forestale, anche quella bocciata all’unanimità in primo luogo dal C.S.M., e successivamente dichiarata incostituzionale: “con sentenza n° 170/2019 la Corte Costituzionale ha annullato l’art.18 (comma 5) del Decreto Legislativo n° 177 del 19.8.16, emanato quando il sopracitato senatore sedeva a Palazzo Chigi. Articolo che sanciva l’obbligo della Polizia Giudiziaria di comunicare ai superiori sulle indagini in corso” ( https://www.civitasdemocratica.it/2022/01/31/alla-procura-di-firenze/ ). Il sospetto infatti è che l’allora potere Esecutivo volesse con quell’espediente venire a conoscenza dei vari procedimenti penali a suo carico, incluso quello accennato ai punti precedenti. E tra il 19.8.16, giorno del decreto governativo, ed il deposito della suddetta sentenza della Corte (10.7.19) sono passati quasi 3 anni: un lasso di tempo in cui è avvenuta una violazione costituzionale da parte di un Presidente del Consiglio (non eletto) e una archiviazione illegale (10.1.17) da parte della Procura di Roma.

13) Dove invece il C.S.M. si è letteralmente spaccato in due è stato proprio durante l’elezione del neo Procuratore di Firenze, sebbene sia prassi che il vice presidente si astenga: cosa che in questo specifico caso non è avvenuto. Inutile ricordarne il ruolo diretto di quest’ultimo sul caso ‘Fondazione Open’, ma anche questo episodio può indurre a riflettere se sia la politica a voler controllare la giustizia o viceversa.

14) In caso fosse stata necessaria una riforma della Guardia Forestale, dopo anni di distanza dal suo varo, un esperto del settore ne sintetizza l’efficacia titolando ‘In Italia l’incendiario è impunito’ su ‘L’Espresso‘ del 3.9.23: “Ma le indagini sono molto difficili, anche perché il fuoco si accende in un istante e brucia tutto, compresi i possibili indizi. Nei rari casi in cui gli inquirenti sono talmente bravi da trovare prove certe, poi bisogna fare i processi, con tre gradi di giudizio, e arrivare a una condanna definitiva prima della scadenza dei termini di prescrizione: in Italia, per reati ambientali, è un’impresa quasi impossibile”. E sul sito nel Ministero della Giustizia, come primo traguardo del PNRR, sarebbe prevista la “riduzione del tempo di durata del giudizio”.

15) Sebbene sulle riforme in atto vi sia chi rivendichi “Nessuna impunità”, ma “solo garantismo” (‘L’Espresso‘, 25.6.23), se si confrontano l’art. 49 e l’art. 68 della Costituzione, la Carta appare sbilanciata più a sfavore dei “cittadini”-elettori che non nei confronti degli eletti, tanto che a buona parte dell’opinione pubblica i secondi paiono utilizzare quest’ultimo articolo come fuga verso una zona franca (sul caso ‘Open’ se non si hanno prove da nascondere agli inquirenti, in teoria non vi sarebbe bisogno di paraventi; stesso dicasi per la SIM telefonica intestata allo studio legale dell’attuale Presidente del Senato). Proprio perché non è mai stata fatta una legge attuativa dell’art. 49, in data 2.5.18 era stato inviato un appello via raccomandata al Presidente Mattarella e per email a tutti parlamentari ( https://www.civitasdemocratica.it/2018/05/02/al-presidente-della-repubblica-2/ ).

16) Che l’ex Sindaco di Firenze avesse una certa fretta di divenire parlamentare, lo dimostra la reazione ad una raccomandata alla sede nazionale del Partito Democratico nel febbraio 2017 in cui si ventilava causa civile in caso di mancata partecipazione alle primarie per la segreteria: nessuna risposta e tempestiva convocazione delle primarie. Il sopracitato “partito” è risultato poi “contumace” presso il Tribunale Civile di Firenze. Nella sentenza ‘Amaducci/PD’ ( https://www.civitasdemocratica.it/documents/garanti_pd/Sentenza_Amaducci-PD_270219.pdf ), si trova scritto che “Il legislatore – in linea con i principi informatori della costituzione – si è ben guardato da una sorta di incorporazione del partito politico nello Stato-ordinamento (connotazione che aveva caratterizzato l’esperienza fascista)”: come documentato precedentemente, sono ben altri i motivi per cui il legislatore ha scientemente evitato di legiferare in merito all’art. 49 della Costituzione. Anomalie su quanto avvenuto presso il Tribunale fiorentino erano state segnalate a chi di dovere ( https://www.civitasdemocratica.it/2021/01/07/al-procuratore-generale-della-cassazione-3/ ) in quanto il Giudice prima di redigere la suddetta sentenza aveva inoltrato istanza di trasferimento (negata), “ritenendo dubbia la corretta assegnazione alla I sezione civile”, alla Presidente del Tribunale. Ed in cui il Presidente della I sezione, che avrebbe dovuto quantomeno calendarizzare o prendere lui stesso in gestione il contenzioso, “si prepensiona e accusa la presidente del Tribunale… probabilmente per lo ‘zampino’ di Palamara” (‘FirenzeToday’, 1.7.20).

17) Nel 2019, invano, era stato coinvolto il Garante della Privacy per capire chi aveva effettuato accessi abusivi all’indirizzo di posta amaducci@dada.it, casella successivamente soppressa per volontà del provider stesso (in questo caso non un ente “para-statuale”). Quello che però aveva attirato la curiosità di una giornalista come Milena Gabanelli nel suo ‘Dataroom’ del 30.6.19, era il fatto che chi ambisse a coprire un ruolo nella predetta autorità, in vista del suo rinnovo, fosse “un magistrato in cattive acque” come Luca Palamara. Giova ricordare che nell’integrazione del 24.6.16 a Roma si era espressamente denunciato “problemi di gestione della casella di posta elettronica ‘amaducci@dada.it‘ ‘con il supporto tecnico di Register.it (gruppo DADA S.p.a)’. Il suddetto gruppo informatico fa riferimento ad Alberto Bianchi in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione: le email del sottoscritto possono essere lette da costoro sia in entrata che in uscita”.

18) Dato che c’è stata una pandemia (con un piano pandemico non aggiornato dal 2006) e una crisi energetica, non va sottaciuto che nella documentazione per il ricorso segreteria PD depositato al Tribunale fiorentino, tra le varie proposte c’era quella della “Necessità informatizzazione SSN” ( https://www.civitasdemocratica.it/2015/06/05/ai-garanti-del-pd/#23-c ); nonché quella della “diversificazione” del sistema energetico, quest’ultima osservazione fatta l’8 aprile 2014, all’indomani dell’auto proclamazione di una delle Repubbliche del Donbas ( https://www.civitasdemocratica.it/2015/06/05/ai-garanti-del-pd/#21 ).

19) Venendo quindi ai temi energetici, durante l’ultimo State of the Union la Presidente della Commissione Europea ha annunciato un’indagine sui sussidi cinesi alle auto elettriche. Sempre nell’integrazione di giugno 2016 si era messo bene in evidenza al primo punto come qualche mese prima (24.3.16) fosse stata inviata raccomandata sia alla Commissione Europea ed Antitrust italiana nella cui missiva si affermava che “l’attuale Governo in pompa magna ha venduto il 35% di CDP reti a ‘State Grid Corporation of China’”.

20) Rimanendo in tema energia, sempre nell’integrazione di giugno 2016 era stato raccontato dell’idea illustrata all’ufficio brevetti di Firenze ad inizio 2016, su una tecnologia a “film sottile” e quindi chiesto “sulla base di quali report ed informazioni aziendali ENI ha deciso di impostare la sua politica industriale sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in special modo da pannelli fotovoltaici facilmente integrabili nelle abitazioni come infissi”. Aspetti che ora si stanno rivelando strategici per la costruzione di una filiera fotovoltaica a livello europeo. Infatti una delle cause della crisi energetica tedesca, la cosiddetta locomotiva d’Europa, è proprio quella di essersi adagiata troppo supinamente al gas russo per “lobbismo” (‘Huffpost’, 21.9.23).

21) In termini più generali, visto che nel 2016 un ex Presidente della Repubblica era stato criticato come qualcuno al quale “piace un’Italia in cui i cittadini contano poco”, la sentenza Citizens United vs. FEC del 2010 della Corte Suprema USA, che toglie i limiti alla spesa politica e che ha dato ispirazione al libro ‘Corruption in America‘ del 2014 (“Four years after Citizens United, wealthy individuals have far more political power than they did, and groups of individuals without money have less”, p.292) può essere fonte di riflessione per capire il livello di polarizzazione dello scontro politico attualmente in atto negli Stati Uniti d’America, che ha avuto il suo culmine a Capitol Hill il 6.1.21.

22) Infine, anche se non dovrebbe riguardare l’oggetto di questo esposto, essendo però l’espressione “accertamenti dell’ANAC” presente come motivazione nel decreto di archiviazione di gennaio 2017 della Dott.ssa Condemi, in un diverso e successivo procedimento del 2020, trasferito per competenza da Bergamo a Roma ( https://www.civitasdemocratica.it/2020/06/18/alla-procura-di-bergamo/ ), si chiedeva di far luce sul comportamento della sopracitata autorità in merito all’omissivo pronunciamento su un bando a cui si era partecipato (‘Next Energy’) che riguardava anche l’efficientamento degli edifici. Pur avendone dovuto chiedere conto per mancanza di riscontro ( https://www.civitasdemocratica.it/2022/12/05/alla-procura-di-roma/ ) in questo caso la Procura di Roma ha correttamente inoltrato la richiesta di archiviazione al Tribunale che a novembre 2021 ha formalmente archiviato, senza peraltro informare e/o celebrare udienza, e sbagliando pure il numero del procedimento (78625 anziché 78635). Archiviazione avvenuta quando un mese prima si era messo a conoscenza l’allora Presidente del Copasir del procedimento in corso, ribadendo attenzione, per ragioni di sicurezza nazionale “energetica” (e conseguentemente di privacy) sulla vendita del 35% di CDP-Reti a ‘State Grid of China’ (allegato 9); nel medesimo procedimento era stato fatto presente come sui limiti dello spargimento di fanghi industriali il diritto comunitario dovesse prevalere su quello nazionale ( https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=LEGISSUM%3Aprimacy_of_eu_law ) auspicando il rinvio a giudizio nei confronti dell’allora Ministro dell’Agricoltura (o chi per esso), che alla “chetichella”, aveva inserito sui limiti UE una ‘deroga’ all’interno del decreto Genova di novembre 2018. Ma come accennato in precedenza, sul Superbonus rimane comunque aperto il problema di come l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) non sia riuscita a prevenire o arginare una “delle più grande truffe della storia della Repubblica” (‘Report’, 30.5.22).

Tutto ciò premesso,

si porta a conoscenza dei fatti summenzionati Codesto Ecc.mo Consiglio, Le SS.LL. affinché nei confronti della Dott.ssa Laura Condemi siano adottati tutti quei provvedimenti disciplinari che si riterranno necessari a tutela del prestigio dell’Ordine Giudiziario.

Documenti allegati:

1) Proposta di legge Camera Deputati del 1.8.84; 2) Articolo ‘L’Espresso’ del 25.6.23; 3) Articolo ‘il Fatto Quotidiano’ del 29.8.23; 4) Articolo ‘LaVerità’ del 15.11.20; 5) Email ‘Open to Visibilia’ del 12.08.23; 6) Integrazione alla Procura di Roma del 24.6.16; 7) Decreto Archiviazione Dott.ssa Condemi del 10.1.17; 8) Deposito alla Procura di Perugia del 21.9.18; 9) Email al Presidente Copasir del 21.10.21;

Firenze, 7.10.23

Giovanni Amaducci

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