giustizia

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

(Raccomandata n° 200795391685)

P.C.

PROCURA GENERALE DELLA CASSAZIONE

( pg.cassazione@giustizia.it )

On. Min. Carlo NORDIO

( nordio_c@camera.it )

Gen. Nazario Palmieri

( nazario.palmieri@carabinieri.it )

Segr. Dott. Luca TURCO

( marialuigia.santarelli@giustizia.it )

@Quirinale @SenatoStampa @AnacNazionale

1) Con riferimento a quanto già esposto il 7.10.23 ( https://www.civitasdemocratica.it/2023/10/07/al-consiglio-superiore-della-magistratura-2/ ), nonché alla nota integrativa inviata al Presidente Mattarella del 13.10.23 ( https://www.civitasdemocratica.it/2023/10/13/al-presidente-della-repubblica-3/ ), a fronte di alcune dichiarazioni di esponenti dell’Esecutivo riguardo a “tendenze emerse in magistratura”, occorre fare cenno al libro uscito a fine novembre del Generale Mario Mori dell’Arma dei Carabinieri intitolato ‘La verità sul dossier mafia-appalti’, dove a pag. 230 compare in terza persona il passato remoto del verbo “destrutturare”, ciò riferito alle inchieste di Palermo e Catania subito dopo la morte di Falcone e Borsellino. Nell’intervista rilasciata dal Generale, assolto in Cassazione, ad ‘Huffpost’ ( https://www.huffingtonpost.it/politica/2023/11/30/news/mario_mori_vi_spiego_perche_furono_uccisi_falcone_e_borsellino-14360579/ ), si parla di “come venivano condizionati gli appalti e precise accuse di corruzione nei confronti di quattro magistrati: Giammanco, Lo Forte, Pignatone e De Francisci, tutti di Palermo” (allegato 1).

2) Nella comunicazione inviataVi ad ottobre, si fa preciso riferimento al censurabile comportamento della Dott.ssa Condemi di Roma. Tuttavia negli esposti alla Procura di Perugia ( https://www.civitasdemocratica.it/2018/09/21/alla-procura-di-perugia/ e https://www.civitasdemocratica.it/2020/07/06/alla-procura-di-perugia-3/ ), questa responsabile del comportamento dei magistrati capitolini, era stato evidenziato che prima era stato chiesto conto direttamente all’allora capo della Procura di Roma Pignatone di quanto successo: la risposta fu solo quella di inviare al Sottoscritto copia del decreto di archiviazione, questo avvenuto senza avviso ex art. 408 c.p.p.

3) Se si guarda all’intervista rilasciata dal Capitano ‘Ultimo’ dell’Arma, colui che ha arrestato Totò Riina, a ‘il Fatto Quotidiano’ del 18.10.20 in merito all’inchiesta Consip, questi afferma “Abbiamo toccato Renzi&C. e siamo stati spazzati via” (allegato 2). Anche se qualche strascico è rimasto in piedi grazie all’opposizione del GIP Sturzo dove “la Procura di Roma, dopo 5 anni dalla sua richiesta di archiviazione per l’imprenditore Alfredo Romeo e l’ex parlamentare Italo Bocchino, ha cambiato idea” (‘il Fatto Quotidiano’, 23.12.23), potrebbe a questo punto essere interessante capire chi siano stati, a suo tempo, gli autori di questo ‘spazzamento’.

4) Quello rievocato al punto precedente era il periodo in cui veniva disarticolata la Guardia Forestale a favore dell’Arma dei Carabinieri, a cui si fa riferimento al paragrafo 12 dell’esposto del 7.10.23. A fronte dell’ennesima alluvione, l’ultima avvenuta a Campi Bisenzio (FI), ANAC ha avviato “un’indagine conoscitiva sulla mancata o ritardata realizzazione delle opere per la prevenzione dei dissesti idrogeologici” ( https://www.editorialedomani.it/ambiente/non-abbassiamo-la-guardia-sul-rischio-idrogeologico-p3kbg4e6 ), mentre ‘la Repubblica-Firenze’ ( https://firenze.repubblica.it/cronaca/2023/12/15/news/prato_migliana_pioggia_incubo_frane_allagamenti-421661173/ ) riporta come i cittadini del comune pratese indicato nell’articolo abbiano il sospetto che “qualcosa sia successo a monte” e che “ci sia stato un disboscamento” (allegato 3). Sarebbe doveroso che chi, come il Generale Palmieri dell’Arma, che ha partecipato al convegno fiorentino lo scorso giugno su Arrigo Serpieri per il centenario della rettifica della legge forestale, faccia una relazione alla Commissione parlamentare Ambiente-Territorio sui miglioramenti apportati dalla riforma voluta dal Governo Renzi, visto che i problemi si dovrebbero risolvere innanzitutto a monte ( https://www.civitasdemocratica.it/2023/06/14/italiaslavina/ ). Altrimenti il sospetto è che vi sia stata una contropartita. Giova ricordare come nell’illegittimo decreto di archiviazione di gennaio 2017 da parte della Dott.ssa Condemi venga fatto espresso riferimento ad “accertamenti dell’ANAC” (vedasi paragrafo 22 esposto del 7.10.23): sarebbe opportuno sapere quali, soprattutto quelli inerenti i rapporti Publiacqua-Acea (vedasi paragrafo 10 del succitato esposto).

5) Sulle contropartite può essere spunto di riflessione quello che ci offre l’On. Carlo Calenda nel capitolo ‘La confusione tra etica e legalità‘ del suo ultimo libro uscito a dicembre intitolato ‘Il Patto’: “Io sono convinto che Renzi abbia fatto un accordo con La Russa e Santanchè, non avallato da Giorgia Meloni, per portare Maria Elena Boschi alla Vigilanza Rai, in cambio dei suoi voti in favore di La Russa alla presidenza del Senato… Dopo aver indicato Ernesto Carbone al Csm e aver portato Maria Elena Boschi alla vicepresidenza della Vigilanza Rai, per Renzi l’utilità del Terzo Polo è semplicemente cessata” (vedasi paragrafo 8 esposto del 7.10.23).

6) Tra i delitti eccellenti non va dimenticato quello del Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, la cui azione riformatrice ha riguardato “la legge urbanistica (legge regionale n. 71 del 1978) che riduceva drasticamente gli indici di edificabilità dei terreni agricoli e portava sulle spalle dei costruttori alcuni degli oneri per le opere di urbanizzazione prima a carico degli enti pubblici rappresentando un duro colpo per speculatori e costruttori abusivi; e la legge sugli appalti che favoriva trasparenza e imparzialità nella pubblica amministrazione, riformando anche il sistema di collaudo delle opere pubbliche” ( https://it.wikipedia.org/wiki/Piersanti_Mattarella ).

7) Già ne ‘L’assedio‘ di G.Bianconi’ dedicato a Falcone, viene riportato lo sfogo della Dott.ssa Bocassini nei confronti del pool di Mani Pulite “che gli hanno mandato una rogatoria senza gli allegati” (pag .376), e M.Damilano ricorda ne ‘La mia piccola patria’ che la sera prima “Falcone chiude l’ultima telefonata con… Di Pietro”; mentre pure nel libro del Generale Mori (pag. 205) viene dato risalto all’intervista del 19.1.20 rilasciata a ‘L’Espresso’ da Antonio di Pietro. Intervista in cui, oltre ad affermare che il rapporto dei ROS del ’91 era stato “messo in cassaforte dal procuratore di Palermo Giammanco”, alla domanda se nel caso non si fosse suicidato sarebbe diventato il processo Gardini, l’ex PM risponde “No: sarebbe stato il processo Mafia-appalti, Andreotti compreso”, e che dopo l’avviso di garanzia del ’94 a Napoli “si ferma tutto. Non perché entra in gioco Berlusconi, ma perché entra in gioco la raffica di esposti nei miei confronti su cui si mette in moto la Procura di Brescia che rigirerà la mia vita come un calzino” (allegato 4). Non è casuale il riferimento al “1992” nel terzo paragrafo dell’esposto di ottobre.

8) Che l’informazione indipendente rappresenti un nemico da abbattere da parte della criminalità organizzata, lo dimostra quanto riportato da ‘la Repubblica’ pochi giorni fa sulla partecipazione al ‘Costanzo Show’ a fine 1992 su input di Riina da parte di Messina Denaro e Graviano “per ucciderlo” ( https://www.repubblica.it/cronaca/2023/12/22/news/foto_inedite_matteo_messina_denaro_giuseppe_graviano_attentato_maurizio_costanzo_show_per_ucciderlo-421735268/ ). La Procura di Firenze si sta occupando dei mandanti delle stragi di quegli anni; in un’integrazione al Dott. Turco è stato spiegato dal Sottoscritto (a parte la poca solidarietà da parte dei colleghi di testata nei confronti di Giletti) che avendo quest’ultimo toccato il tasto dell’Utri, ed essendo i bilanci ‘RCS’ influenzati in buona parte dagli introiti pubblicitari del Giro d’Italia, uno degli sponsor della corsa ciclistica (nota banca milanese) probabilmente deve aver inoltrato rimostranze al datore di lavoro del conduttore televisivo. Col fine di ‘tacciarlo’.

9) Molte di queste tematiche erano state denunciate a fine anni 90 dal Sottoscritto alla Procura di Firenze dove l’azienda informatica fiorentina Apis Niger era finita sotto intenzionale attacco da parte dei suoi soci fondatori per metterla in liquidazione, aprendo un’azienda parallela (davanti alla ex sede della Procura) coperta da una fiduciaria (la Fincentro) legata alla P2; e manipolando il software presso gli stessi clienti (tra cui ‘Avvenire’, ‘Eco di Bergamo’ della Conferenza Episcopale Italiana e ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ dell’editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo rinviato poi a giudizio per concorso esterno); clienti che a loro volta intentavano causa per mancata assistenza. Sotto giuramento, durante il processo nei confronti di uno dei soci per appropriazione indebita, il Sottoscritto riferì che l’azienda iniziò ad andare in sofferenza per i mancati pagamenti da parte de ‘l’Avanti!’, quotidiano del PSI, causa Tangentopoli e che il software sequestrato e manipolato serviva alla nuova società (sul cui atto costitutivo c’era l’avallo del poi condannato Giudice Puliga) per il sito della Fiorentina ( https://www.civitasdemocratica.it/2019/04/24/al-consiglio-superiore-della-magistratura/ ): se un giurista come Alberto Predieri si era preso la briga di difendere Vittorio Cecchi Gori, qualcosa di grosso sotto doveva esserci. Per quanto riguarda i reati finanziari, il comportamento dei magistrati fiorentini, dove l’allora CSM sembra aver fatto carte false per nominare a capo della Procura del capoluogo toscano Antonino Guttadauro dopo che il Dott. Vigna era migrato a Roma alla DNA, era stato messo al vaglio della Procura di Genova ( https://www.civitasdemocratica.it/2021/01/07/al-procuratore-generale-della-cassazione-3/ ); che dopo 9 anni ha inoltrato richiesta di archiviazione rendendo il tutto improcedibile per sopraggiunta prescrizione. Ciò fu motivo di denuncia al Presidente Mattarella nel 2017 ( https://www.civitasdemocratica.it/2017/07/13/al-presidente-della-repubblica/ ), dove alla fine si focalizzava se dietro la risposta del C.S.M. a questa oramai storia ventennale, non si nasconda invece qualcosa di più patologico. E cioè la sempre più labile separazione tra potere politico, giudiziario e mediatico”. Dove però è il cittadino, a fronte di queste destrutturazioni, che paga di tasca sua.

Documenti allegati:

1) Articolo-intervista al Gen. Mario Mori su ‘HuffPost’ del 30.11.23; 2) Articolo-intervista al Capitano ‘Ultimo’ su ‘il Fatto Quotidiano’ del 18.10.20; 3) Articolo ‘la Repubblica-Firenze’ del 15.12.23; 4) Articolo-intervista ad Antonio Di Pietro del 19.1.20 su ‘L’Espresso‘;

Firenze, 28.12.23

Giovanni Amaducci

 

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