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ALLA COMMISSIONE EUROPEA

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P.C.

Presidenza del Consiglio dei Ministri

RACCOMANDATA R.R.

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Il Sottoscritto, Giovanni AMADUCCI, nato a Boston(USA) il 1.3.64 e residente a Firenze in XXX, nonché appellante presso il Tribunale Civile di Firenze (udienza l’8.3.18 salvo provvedimento d’urgenza) per mancata partecipazione alla corsa per la segreteria del Partito Democratico(PD), espone quanto segue:

1) E’ di questi giorni la notizia che il Governo italiano ha presentato formale ricorso alla decisione avvenuta lo scorso 20.11.17 in merito all’assegnazione ad Amsterdam come sede dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). Stando alla copia inviata per via telematica il 30.1.18 e scaricabile dal sito del ‘Corriere della Sera’ ( http://www.corriere.it/cronache/18_gennaio_31/ema-ecco-ricorso-dell-italia-sull-assegnazione-all-olanda-dell-agenzia-europea-il-farmaco-2ae6c8d8-0667-11e8-8b64-d2626c604009.shtml ), l’Avvocatura Generale dello Stato è riuscita nell’impresa di scrivere nel frontespizio “CORTE DI GIUSTIZIA ELL’UNIONE EUROPEA” (allegato 1).

2) In un post del sottoscritto datato 21.12.17 dal titolo ‘Calabron’ (allegato 2), messo in copia per email anche al Sottosegretario del Governo italiano con delega agli Affari Europei, Sandro Gozi, era stata fatta la seguente osservazione: “Sull’EMA nessuno ha rilevato che poco prima dell’assegnazione, l’Unione Europea aveva inviato all’Italia una lettera di richiamo in merito all’assegnazione dei dati sanitari italiani ad IBM”. Ciò prendendo spunto da un articolo de ‘il Fatto Quotidiano’ del 5.11.17 dal titolo “L’UE sgrida l’Italia sui dati sanitari Perché li volete regalare a Ibm?”, dove l’obiettivo sarebbe stato quello di aprire “il primo centro europeo per la ricerca sui dati sanitari” (allegato 3). Qui non sono certo in discussione le affermazioni del direttore di ‘Lancet’, come riportato nell’intervista de ‘Il Sole 24 Ore’ del 28.1.18 al Prof. Garattini, direttore dell’Istituto farmacologico Mario Negri di Milano, sul fatto che il capoluogo lombardo sia rinomato per la “qualità della ricerca di base e la capacità della città di costruire network di sperimentazione sul campo” (allegato 4). Ma in caso di vittoria italiana si sarebbe potuto verificare un potenziale conflitto di interessi con un’azienda non europea (IBM), peraltro scelta non si sa con quale criterio, a gestire i dati sanitari italiani: non è un mistero che su questi, a maggior ragione se vengono ‘regalati’, le industrie farmaceutiche (e non solo) hanno la possibilità di costruire statistiche/tesi epidemiologiche.

3) Emblematica è la gestione dei dati sanitari della Regione Toscana, in carico alla società ‘Dedalus’ ( www.dedalus.eu ) di Giorgio Moretti, già sponsor dell’ex Sindaco di Firenze, quest’ultimo attuale Segretario del Partito Democratico. Anche in questo caso è molto difficile stabilire una linea di demarcazione nella gestione dei dati sanitari (dati sensibili di proprietà del SSN) tra meri scopi diagnostici/terapeutici e quella per fini strumentali ad altri interessi.

4) In termini più generali va osservato che chi è in possesso del software per la gestione dei dati sanitari di un ente pubblico può, da un punto di vista tecnico, stabilire/modificare la lunghezza delle liste d’attesa. Come afferma su ‘L’Espresso’ del 21.1.18 Raffaele Cantone, questi a capo dell’agenzia nazionale contro la corruzione, “La sanità è ai primi posti per il rischio corruzione e le liste d’attesa ne sono uno snodo importante, perché rappresentano uno degli strumenti attraverso cui si verifica lo sviamento dal pubblico” (allegato 5).

5) Sempre nel post ‘Calabron‘ del 21.12.17, oltre ad avanzare la tesi che una mancata regolamentazione dei partiti è una delle cause del debito pubblico italiano, viene posto il seguente dubbio: “Con la totale abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il rischio di traffico di influenza accresce o decresce?”. Vengono altresì riportate le parole del Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, tratte dal suo ultimo libro ‘Fiumi d’oro’: “Oggi sono sempre più i politici a bussare alle porte dei mafiosi e a cedere ai loro ricatti… Il politico ha bisogno di voti, la ‘ndrangheta di lavorare in pace. I capi indicano chi bisogna votare e in cambio ottengono appalti, subappalti, varianti urbanistiche, con trasformazione di terreni agricoli in edificabili… Secondo Legambiente, la ‘ndrangheta è maggiormente coinvolta nell’acquisizione di vasti appezzamenti di terreno e nella gestione di società operanti nel settore agricolo, grazie anche ai contributi comunitari che riesce a ottenere, spesso attraverso l’utilizzo di prestanome”.

6) A dimostrazione che anche tra la gente comune vi sia una sensazione di opacità sul tema, in data 18.1.18 durante il ciclo di lezioni dedicate ai ‘Settant’anni della Costituzione della Repubblica‘ (allegato 6) tenutosi presso ‘La Colombaria‘, l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere, ad una domanda da parte del pubblico sulla mancata attuazione dell’art. 49 della Costituzione sui partiti, il Prof. Stefano Grassi, costituzionalista, ha fornito la seguente risposta: “A livello europeo i partiti sono finanziati però devono rispettare alcune regole. Perché non applicare il regolamento europeo sui partiti?”. Infatti sul sito dell’Europarlamento ( http://www.europarl.europa.eu/contracts-and-grants/it/20150201PVL00101/Partiti-politici-e-fondazioni ), che riceverà per email la presente comunicazione, si legge: “Dal luglio 2004, i partiti politici possono avere un finanziamento annuale dal Parlamento europeo” (allegato 7).

7) Si tenga presente che dopo il rigetto della CEDU ( http://www.civitasdemocratica.it/2015/12/02/ricorso-cedu/ ), nel sopracitato ricorso depositato presso il Tribunale Civile di Firenze (allegato 8), ed iscritto a ruolo il 21.4.17 (allegato 9), oltre alle primarie “regolate per legge” si fa espressamente riferimento all’art. 49 della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”).

Tutto ciò premesso,

ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n.773/2004 della Commissione si porta a conoscenza dei fatti summenzionati la Commissione Europea affinché, indipendentemente dal pronunciamento del Tribunale Civile di Firenze, prenda in esame se a livello comunitario non rappresenti un’anomalia il fatto che da parte del Legislatore italiano non sia mai stata fatta una legge di attuazione dell’art. 49 della Costituzione al fine di regolamentare il finanziamento e la vita interna dei partiti, che li vede ad oggi dei meri enti privati e non delle associazioni riconosciute.

Documenti allegati:

1) Frontespizio ricorso Avvocatura Generale dello Stato del 30.1.18; 2) Post dal titolo ‘Calabron’ del 21.12.17; 3) Articolo de ‘il Fatto Quotidiano’ del 5.11.17; 4) Articolo de ‘Il Sole 24 Ore’ del 28.1.18; 5) Articolo de ‘L’Espresso’ del 21.1.18; 6) Locandina de ‘La Colombaria’; 7) Stampa sito Europarlamento; 8) Ricorso presso Tribunale Civile di Firenze; 9) Iscrizione a ruolo presso Tribunale Civile di Firenze del 21.4.17;

Firenze, 13.2.18

Giovanni AMADUCCI

Risposta Antitrust UE del 15.3.18

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