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ALLA COMMISSIONE EUROPEA

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RACCOMANDATA R.R.

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Firenze, 24.3.16

Il sottoscritto Giovanni Amaducci, nato a Boston (USA) il 1.3.1964, e residente a Firenze xxxxxxxxxxxxxxxxx, nonché appellante alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) per mancata partecipazione alla corsa per la segreteria del Partito Democratico(PD) dell’8.12.13, espone quanto segue:

1) Malgrado la vigente Costituzione italiana non preveda un regime vassallatico-beneficiario, in data 20.11.15 durante un convegno sull’energia tenutosi a Firenze dal titolo ‘Dai condomini alle Città Metropolitane’ (allegato 1), si è appreso che l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il sistema idrico (AEEG) ha deliberato il 12.11.15 la normativa 539 ( http://www.autorita.energia.it/it/docs/15/539-15.htm ) riguardante l’autoproduzione di energia elettrica per i cosiddetti Sistemi di Distribuzione Chiusi(SDC), in aperto contrasto con la normativa europea 2009/72 che prevede l’introduzione di reti intelligenti e generazione distribuita; delibera che è anche in controtendenza con la direttiva 2010/31 che prevede edifici ad energia zero entro il 2020. L’articolo 5.1 della suddetta delibera dell’AEEG, per esempio, non prevede la fornitura di energia autoprodotta a più di un utente e consente il trasporto solo a chi ha fatto le reti prima del 15.8.09. In questo modo non solo viene stravolto il decreto Bersani (D.Lgs 79/99) introducendo gli oneri di sistema sull’energia autoconsumata, ma si rischia anche di soffocare la filosofia per cui sono nate le cosiddette ESCO (Energy Service Company) che vivono in buona parte sugli investimenti in impianti di cogenerazione per il risparmio energetico. Tale delibera in teoria può far aumentare i consumi elettrici, e quindi il PIL, ma difficilmente la decarbonizzazione: non molto in linea con il COP21, né tantomento con quanto auspicava RFK nel suo celebre discorso del ’68, il cui centro a Firenze è, come ricordato più volte, oltre che da Bosch e Cisco, sponsorizzato anche da ENEL.

2) Sempre in ambito energetico, e come già ricordato per raccomandata all’Autorità Garante del Commercio e del Mercato (AGCM) lo scorso 1.2.16 (allegato 2), in una email dal titolo ‘YouDorm?’ ( http://www.civitasdemocratica.it/2014/11/22/youdorm/#Economia ) si era segnalato in data 22.11.14 quanto segue: “Supponiamo invece che uno startupper stia aspettando di sapere dove investire in un settore strategico come le Smart Grid: niente paura perché l’attuale Governo in pompa magna ha venduto il 35% di CDP reti a ‘State Grid Corporation of China’. Sembra di ottimo umore Quadro Curzio sul ‘Sole’ del 31.8.14 quando afferma ‘Lo dimostra la cessione del 35% di Cdp Reti spa alla State grid international development controllata da una grande impresa statale cinese, con cui si possono costruire iniziative strategiche anche in altri settori’: contento lui… Per altri invece può essere un amaro risveglio (in un contesto europeo, ad esempio, perché non vendere a Schneider Electric, Siemens, o ABB?). E se nel torpore generale uno avesse voluto andare a lamentarsi con Matteo del Fante, ex CDP, ora a Terna, sarebbe rimasto deluso: assente ingiustificato a ‘Festambiente’ lo scorso 11.8.14. E qualora uno fosse riuscito ad avviare una utility e volesse provare a vincere un appalto nella fornitura di energia? Niente paura perché Sansonetti ci informa che c’è chi riesce a ‘papparsi’ 10 lotti su 10 lotti di bandi Consip ( http://www.lanotiziagiornale.it/ecco-la-regina-degli-appalti-elettricia-gala-spa-10-lotti-su-10-di-un-bando-consip-da-1-miliardonel-cda-spunta-lex-presidente-della-societa-del-tesoro/ )”. Inoltre è notizia più recente, sempre a firma di Sansonetti sulla medesima testata, che nell’ultima legge di Stabilità è stato presentato un emendamento, poi diventato legge, “dalla deputata del Pd Elisa Simoni” che favorirebbe la società ‘Gala Spa’ per la fornitura di energia nella Pubblica Amministrazione ( http://www.lanotiziagiornale.it/norma-ad-aziendam-la-cugina-di-renzi-deputata-pd-fa-un-favorone-alla-societa-elettrica-gala-spa-che-e-guidata-dal-marito-di-unalta-funzionaria-di-palazzo-chigi/ ). Non è pertanto da escludere che questo “favorone” sia uno dei tanti collezionati in passato e che hanno portato oggi in Italia l’energia elettrica, a proposito di unione energetica, ad un costo del 30% superiore alla media europea.

3) Al suddetto convegno fiorentino sull’energia (Sindaco ed Assessore all’Innovazione assenti benché invitati a chiudere i lavori) che ha visto la partecipazione anche della Dott.ssa Amendola, quest’ultima Direttrice energia e industria di base dell’AGCM, uno dei relatori ha detto che ENEL partirà con l’installazione dei nuovi contatori intelligenti. Se la notizia fosse confermata, anche in questo caso ci sarebbe da prendere in considerazione i seguenti fattori: e cioè chi si sobbarcherà gli eventuali costi aggiuntivi in bolletta e se ciò non rischi di tagliare fuori chi avesse avuto, in ambito imprenditoriale, gli stessi propositi di progettazione. In data 7.6.13 era stata inoltrata email dal titolo ‘Abbracci’ ( http://www.civitasdemocratica.it/2013/06/07/abbracci/#SCADA ) dove si sottolineava l’esigenza dell’introduzione di SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition): “Si aggiunge che queste detrazioni dovrebbero essere maggiorate a chi fa gruppo o sistema con altre imprese, con l’obbligo di utilizzare degli SCADA per il monitoraggio dei consumi energetici: forse allora sì che si riuscirebbe ad allontanare l’industria italiana dal ‘capitalismo molecolare’ (copyright A.Bonomi)”. Va riconosciuto che sull’argomento il Legislatore col D.leg.vo 102/14 ha recepito la direttiva europea 2012/27.

4) Nell’esposto ai Garanti del PD (come alla CEDU) uno dei punti nel quale si fa menzione alla generazione distribuita è nella email dell’aprile 2014 dal titolo ‘In Bod we Trust?’ ( http://www.civitasdemocratica.it/2014/04/08/in-bod-we-trust/ ), dove per quanto riguarda la riforma costituzionale si fa riferimento all’art.117 che dà allo Stato legislazione esclusiva in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” ponendo la seguente domanda finale: “la riforma del Titolo V cosa prevede, un decentramento o un accentramento della produzione in ambito energetico?”. Inutile dire che né in quella circostanza (messa in copia anche ad irene.fastelli@enel.com), né dopo l’esposto ai Garanti PD, si è avuto risposta da chicchessia.

5) Non si fa mistero, ed anzi lo si rivendica, di aver posto il problema dell’autoproduzione già in una delle prime email dal titolo ‘Vabbuò’ ( http://www.civitasdemocratica.it/2012/03/08/vabbuo/ ) dell’8.3.12 indirizzata al Presidente della Regione Toscana, inclusa sia nell’esposto ai Garanti che nel ricorso alla CEDU, dove si parla di riduzione dei sussidi al fotovoltaico, reti elettriche intelligenti, autoproduzione: “con dei piccoli accumuli di corrente continua si potranno alimentare vari dispositivi (elettrodomestici, pompe di calore per riscaldamento/condizionamento, ecc.)”.

6) Ad eccezione del punto 1, tutte le segnalazioni, come già ricordato, sono state inoltrate per raccomandata sia ai Garanti del PD ( http://www.civitasdemocratica.it/2015/06/05/ai-garanti-del-pd/ ) lo scorso 5.6.15 (ricevuto l’8.6.15), ed a sua volta alla CEDU ( http://www.civitasdemocratica.it/2015/12/02/ricorso-cedu/ ) lo scorso 2.12.15. A tal proposito il 5.1.16 è stata fatta denuncia ai Carabinieri contro ‘Poste Italiane’ per mancata tracciabilità sulla consegna (copia ricevuta per raccomandata anche dall’Antitrust italiana l’8.1.16), visto che il ricorso a Strasburgo, sede della Corte, avrebbe dovuto essere ricevuto entro il 5.12.15 (allegato 3).

7) In merito alla fusione del gruppo ‘Itedi’ (‘La Stampa’, ‘Il Secolo XIX’) e ‘Gruppo Espresso’ (‘la Repubblica’), l’ex direttore del ‘Corriere della Sera’ De Bortoli durante la trasmissione radiofonica ‘Prima Pagina’ ha detto in sintesi che tale operazione è stata dettata da necessità economiche. Da non trascurare però il rischio di superamento del 20% (L.67/1987). Uno dei due gruppi, a proposito di unione fiscale europea, fa riferimento ad un noto gruppo automobilistico che ha sede legale in un paese dell’eurozona e sede fiscale fuori della stessa. Sebbene qualcuno mesi addietro ne avesse già ufficiosamente fatto menzione, va sottolineato come questo matrimonio sia stato ufficialmente annunciato solo dopo il proscioglimento di Mario Ciancio Sanfilippo dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa perché il reato “non esiste” (‘il Fatto Quotidiano’, 19.2.16). Sarà a discrezione della Procura di Catania presentare ricorso in Cassazione, ma per la cronaca andrebbe ricordato che l’edizione siciliana del quotidiano ‘la Repubblica’ viene stampata, come del resto quella de ‘Il Sole 24 Ore’, nel centro stampa del suddetto editore catanese (allegato 4).

8) Senza entrare nel merito delle modalità di implementazione della banda ultra larga italiana e gli inevitabili conflitti tra i vari operatori ( http://www.lettera43.it/economia/aziende/fibra-scoppia-la-guerra-tra-enel-e-telecom_43675237976.htm ) se alla base non vi è un piano di scorporo, si sottopone all’Antitrust italiana il problema se le varie offerte che, previo appuntamento telefonico, vengono consegnate a domicilio e che contengono la parola “fibra”, non costituiscano una forma di pubblicità ingannevole, visto che, almeno nel caso di chi scrive, l’ultimo miglio è fisicamente in rame e non in fibra ottica (allegato 5).

9) In termini più generali preme osservare come risulti incomprensibile che vi sia chi a livello teorico tenti di ispirarsi, con retorica salvifica, ai valori di Altiero Spinelli vantandosi di aver assunto oltre 100mila insegnanti precari (trattasi semplicemente di recepimento direttiva europea 70/99 e successiva sentenza Corte europea), ma nella pratica lo faccia a corrente alternata quasi in nome di una “Disunione europea” (Michael Braun, ‘Mutti – Angela Merkel spiegata agli italiani’), come sta accadendo ad esempio anche col recepimento della direttiva comunitaria 2014/17, dove la “garanzia reale” viene trasformata in “bene immobile oggetto di garanzia” col risultato che un mancato pagamento di 7 rate (poi sembra portate a 18) di un mutuo può prevedere la privazione dell’abitazione principale. Direttiva che semmai avrebbe dovuto riguardare chi è moroso da anni, come nel caso della sede storica del Partito Democratico in via dei Giubbonari a Roma, quest’ultima debitrice nei confronti del Comune per un importo pari a “170mila euro” (Maurizio Belpietro, ‘Libero’, 29.2.16). Visto poi che i crediti non performanti (o deteriorati) che riguardano i mutui a famiglie sono circa 15 miliardi, mentre quelli concessi ad imprese oltre i 60, forse sarebbe opportuno preoccuparsi anche di quest’ultimi iniziando, per rimanere in campo energetico e come segnalato recentemente ad un importante banca d’affari statunitense azionista di Monte dei Paschi (allegato 6), proprio dai debiti accusati da ‘Sorgenia’, ex gruppo CIR. Una delle ragioni per cui i tedeschi non vedono di buon occhio i Quantitative Easing di Mario Draghi è perché, come ha ricordato il professor Tamborini alla ‘Fondazione Stensen’ di Firenze il 5.3.16, “la Banca Centrale non comanda più di tanto su come i cittadini, in questo caso le banche, utilizzano i soldi che vengono creati”. E’ pacifico che di sola austerity si muore e che nessuno, quando vigeva il regime di bail-out, è immune da critiche sui salvataggi bancari, però “Tra il 2002 e il 2012, considerando come pari a 100 il livello medio dell’Europa a ventisette paesi, la Germania è l’unico paese che incrementa i propri livelli di produttività, sia per addetto, che per ora lavorata” (‘La Germania e la crisi europea’, Massimo D’Angelillo), mentre l’Italia totalizza un -10 ed un -7. Se poi esiste in Italia un istituto creditizio, come Banca Etica, che ha una percentuale di crediti non performanti al 3% quasi fosse stata rispettosa di uno “stupido” (Carlo de Benedetti, 6.3.16, ‘Il Sole 24 Ore’) patto di stabilità bancario, mentre per quasi il resto si va oltre il 10%, quest’ultimo fenomeno probabilmente è da ricercare nell’aver erogato fondi senza un business-plan “agli amici e agli amici degli amici” (Marco Onado, ‘Il Sole 24 Ore’, 6.3.16). Aspetto peraltro velatamente accennato lo scorso 1.2.16 all’Antitrust italiana (allegato 2), anche perchè la Toscana qualche “bretella (fantasma)” ce l’ha ( http://www.civitasdemocratica.it/2012/10/24/postdemocrazia-dipende-da-noi-o-da-voi/#Sit ). Se l’obbiettivo del direttore della BCE è di portare l’inflazione all’1,8%, coincidenza numerica vuole che 1,8 miliardi siano i debiti contratti in euro dalla suddetta azienda energetica, ed in Italia negli ultimi decenni ci si è preoccupati quasi eclusivamente dei rapporti tra politica e mondo dell’informazione, ma mai di quest’ultimo con il settore energetico: qualora il ‘Gruppo Espresso’ ( http://www.gruppoespresso.it ), a sua volta gruppo CIR, in via bonaria e transattiva avesse intenzione di dare il buon esempio, se si fa una semplice divisione di tale ammanco (1,8mld) per il numero dei suoi dipendenti (circa 2500), ciò risulta nella somma di 720mila euro da restituire in 7 comode rate da circa 100mila e rotti euro ciascuna. In caso di sfratto per inadempienza da parte di qualcuno del succitato gruppo editoriale, potrebbe essere utilizzata come centro di accoglienza, una volta risarcito il debito di 170mila euro con il Comune, proprio la sede del PD di via dei Giubbonari a Roma. Sarebbe la prova del nove che c’è ancora chi si batte coerentemente per il rispetto delle direttive europee e dei vincoli previsti dalla BCE per le fusioni bancarie (BPop-Bpm), delle regole del mercato, nonché per la “libertà e giustizia sociale” (Eugenio Scalfari, ‘la Repubblica’, 6.3.16).

Cordialmente

Giovanni Amaducci

(Civitasdemocratica.it)

Documenti allegati: 1) Programma convegno ‘Dai condomini alle Città Metropolitane’ del 20.11.15; 2) Segnalazione Antitrust italiana del 1.2.16; 3) Denuncia Carabinieri del 5.1.16 contro ‘Poste Italiane’ inerente esito spedizione CEDU; 4) Lettera raccomandata al Procuratore di Catania del 16.10.15; 5) Offerta TIM; 6) Segnalazione a JPMorgan del 20.2.16;

 

Risposta Antitrust UE del 18.4.16

 

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