giustizia

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE

(Dott. Giuseppe CREAZZO)

(Brevi manu)

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BERGAMO

(Dott. Antonio CHIAPPANI)

(Raccomandata n° 200451354405)

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PERUGIA

(Dott. Raffaele CANTONE)

(Raccomandata n° 200451354416)

PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE

(Dott. Giovanni SALVI)

(Raccomandata n° 200451354428)

Il Sottoscritto, Giovanni AMADUCCI, nato a Boston (USA) il 1.3.64 e residente a Firenze in XXX, espone quanto segue:1) In data 30.9.20 il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Firenze, Dott. Giampaolo Boninsegna, ha rigettato la richiesta di archiviazione inoltrata dalla Procura di Firenze che dovrà prendere in esame gli ultimi 6 mesi del 2018 in merito ad accessi abusivi effettuati da ignoti sulla casella di posta elettronica amaducci@dada.it (allegato 1).

2) Dell’esistenza del suddetto procedimento ne era stata informata lo scorso giugno anche la Procura di Bergamo: il Giudice nel verbale ha fatto riferimento al bando “Cariplo Next Energy” di cui nell’esposto ( https://www.civitasdemocratica.it/2020/06/18/alla-procura-di-bergamo/ ) ne era stata chiesta verifica sulla regolarità dello svolgimento. La documentazione per tale bando era stata preparata utilizzando nell’autunno 2018 l’email in questione. In un recente articolo comparso su ‘il Fatto Quotidiano’ ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/28/la-resistenza-agli-antibiotici-e-pandemia-silenziosa-lallarma-delliss-in-italia-10mila-morti-lanno-record-in-ue-situazione-peggiore-al-centro-e-sud/6012988/) intitolato ‘La resistenza agli antibiotici è pandemia silenziosa’, ove oltre ad elencare otto agenti patogeni, si fa accenno al problema degli “antibiotici negli allevamenti intensivi” e che la “Regione Emilia Romagna sta lavorando ad un progetto di ricerca dei residui nelle acque reflue”. Argomenti ampiamente trattati nell’esposto alla Procura lombarda, ed inerenti al sopracitato bando.

3) La Procura di Bergamo sta indagando per epidemia colposa. A riguardo si segnalano gli articoli dell”Huffington Post’ del 15.11.20 sul fatto che secondo l’Istituto Tumori di Milano “Covid in Italia già da settembre 2019” ( https://www.huffingtonpost.it/entry/istituto-tumori-milano-covid-in-italia-gia-da-settembre-2019_it_5fb1283ec5b6d05e86e7e1ac ) grazie a “screening per tumore al polmone… (53,2%) in Lombardia” e l’altro pubblicato il 9.12.20 da ‘la Repubblica’ intitolato ‘Un bambino di Milano di 4 anni aveva il coronavirus il 21 novembre 2019’ ( https://www.repubblica.it/cronaca/2020/12/09/news/un_bambino_di_milano_di_4_anni_aveva_il_coronavirus_il_21_novembre_2019-277624585/?ref=RHTP-BH-I274746038-P2-S1-T1 ). Elementi che danno consistenza a quanto incluso al paragrafo 7 dell’esposto a Bergamo quando sul tema veniva citato il primario di pmeumologia di un ospedale mantovano (“In Lombardia ci sono quattro ceppi di questo virus, e nessuno è identico a quello cinese… Secondo me, i primi pazienti sono di fine settembre. Una forma aggressiva, che ha avuto uno stranissimo picco tra ottobre e novembre e che colpiva soprattutto gli adolescenti. Sono sicuro fossero riconducibili al coronavirus”). Nell’articolo de ‘L’Espresso’ del 13.12.20, dedicato alle vittime del Covid-19, viene ribadito come l’Italia sia stata “la prima nazione occidentale colpita dalla pandemia” (allegato 2). La documentazione sottoposta dal Sottoscritto per il bando ‘Next Energy’ non aveva esplicito obiettivo il combattere, ex post, un’eventuale pandemia, ma nel fascicolo fiorentino (R.G. 8111/19) vi è integrazione (allegato 7 del 17.2.20) in cui è contenuta copia di un’email inviata a novembre 2019 da amaducci@dada.it ad ISPRA dove si fa specifico riferimento al controllo, digitalizzazione e correlazione dei dati sullo “stato delle caldaie, cioè CO corretto (ppm inferiore a 1000) ed il rendimento di combustione (almeno 90% per legge)”. Che comunque apre uno squarcio, come indirettamente si evince dal summenzionato articolo de ‘la Repubblica’, sulla necessità di condivisione degli screening grazie alla telemedicina. Prima dell’ultima ondata inoltre era stato indicato per raccomandata all’attuale Premier l’importanza di correlare i dati sanitari con quelli energetico-ambientali facendo uso degli stessi strumenti proposti per il bando in questione. La strategia era appunto di colorare le varie zone geografiche con gradazione tendente al verde se il saldo dell’autoproduzione energetica risultasse positivo, verso il rosso se negativo, tenendo in correlazione il fattore CO2.

4) “Nonostante le rassicurazioni delle grandi lobby agricole nazionali, Confagricoltura e Coldiretti incluse, le due proposte sulla Pac 2023-2030 varate finora dal Parlamento e dal Consiglio di ecosostenibile hanno poco… La politica agricola comune, accusata da decenni di inefficienza e ampia corruzione, è il più grande programma di sussidi diretti esistente del mondo: ben 390 miliardi”, questo è quanto riportato su ‘L’Espresso’ del 22.11.20 (allegato 3), che si riallaccia a quanto già esposto alla procura orobica, precisamente nel paragrafo 3. Va ricordato, a proposito di Coldiretti, che il Presidente della stessa, oltre all’AD di Enel, il 24.1.20 era ad Assisi con la ex Presidente di Terna; la quale invece avrebbe dovuto essere a Milano a presiedere la Commissione giudicante del bando ‘Next Energy’ ( https://www.ilsole24ore.com/art/assisi-crisi-climatica-si-combatte-una-societa-misura-d-uomo-ACNed0DB ). L’ultima pagina dell’ultimo numero de ‘L’Espresso’ (allegato 2) è dedicata ai contatori intelligenti di ENEL e nelle specifiche nel bando ‘Next Energy’ si parla anche di questi strumenti per gestire la contabilizzazione all’interno delle microreti. Difficile che quest’ultima testata possa occuparsi dell’eventuale posizione dominante nei confronti del distributore italiano per antonomasia, ma sempre nell’integrazione a Firenze di febbraio scorso viene riproposto quanto segnalato dal Sottoscritto all’Antitrust italiano nel maggio 2016, depositata nel giugno 2016 in Procura a Roma e come allegato 5 a Bergamo (“Per come stanno oggi le cose e guardandole in prospettiva, un bel dì un utente rischia di trovarsi a pagare sia gli eventuali costi della fibra ottica di ENEL, ma anche quella di Telecom”): i ritardi sono risultati talmente evidenti durante il lockdown, che questi non solo dovrebbero essere sottoposti al vaglio dell’Antitrust UE, ma a questo punto, anche in ottica di Recovery Plan, dell’Autorità Giudiziaria per capire se sia mai esistito un Business Plan per la copertura del territorio nazionale ( https://www.raiplay.it/video/2020/06/senza-fibra—report-01062020-e1e8b54f-4441-4b2a-ac7f-836708cacdf4.html ).

5) Il recente arresto del Presidente del Consiglio regionale della Calabria, non solo riprende idealmente quanto riportato al paragrafo 8 sempre a giugno scorso a Bergamo (“Prima di essere trasferito dal CSM, il sostituto procuratore Luigi de Magistris aveva chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dell’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravallotti, dell’ex parlamentare Filocamo (ex assessore alla Sanità ed ex commissario straordinario dell’ASL di Locri)”, ma dissotterra antichi problemi ben sintetizzati nella copertina di chiusura del libro ‘Fratelli d’Italia’ di Ferruccio Pinotti, dato alle stampe nel 2007: “Gli intrecci affaristici tra politica, imprenditoria, massoneria e poteri occulti rappresentano, ormai, un sistema collaudato… Emerge da esso la spartizione del denaro pubblico, il finanziamento ai partiti, il ruolo di lobby e poteri occulti deviati – Dagli atti dell’inchiesta del pm Luigi de Magistris, Procura di Catanzaro”. Nel medesimo libro a pag. 80 viene dato ampio spazio all’inchiesta del giudice istruttore Agostino Cordova sui rapporti tra mafia e massoneria degli anni 1992-93: “L’inchiesta Cordova proseguì tra molte difficoltà e attacchi all’indirizzo del magistrato, che lasciò la Procura di Palmi nell’autunno del 1993. In un’intervista rilasciata poco dopo, affermò di essersene andato «senza aver chiuso l’inchiesta sui massoni». Le indagini venivano trasferite – per «incompetenza tecnica» della Procura di Palmi a occuparsi della materia – alla Procura di Roma nel giugno 1994 e affidate ai pm Lina Cusano e Nello Rossi. Il procedimento restò pressoché fermo per quasi sei anni, poi, nel dicembre 2000, il giudice per le indagini preliminari Augusta Iannini disponeva l’archiviazione dell’inchiesta, nonostante gli ottocento faldoni raccolti nel corso degli anni e i sessantun indagati” (allegato 4).


6) Per puro caso di recente si è rinvenuto una pubblicazione del quotidiano ‘l’Unità’ uscita nell’ottobre 1993 ed intitolata ‘La Toscana delle logge’ in cui viene fornito l’elenco dei vari iscritti; nel capitolo “Fratelli e banchieri ” (pag. 49) vengono messi in luce gli arresti avvenuti in alcune città tra cui “Bergamo, Ginevra, Palmi (arrestati alcuni commercialisti massoni legati al Grande Oriente Italiano), Firenze (il 25 settembre 1992 vengono sequestrati, presso l’agenzia 1 della Cassa di Risparmio di Firenze, titoli per 31 miliardi depositati da Angelo Iaselli, iscritto alla P2 ed ex colonnello della Guardia di Finanza, per conto della Fincentro, di cui è presidente), Chiasso. Una strana coincidenza: l’apparizione di questi titoli coincide con l’esplodere dell’inchiesta Mani Pulite a Milano. Sembra quasi che qualcuno preoccupato di quanto sta accadendo voglia disfarsi di questi titoli che scottano o che forse stanno diventando troppo ingombranti”. Nella stessa pubblicazione vi si trova anche un’intervista all’ex direttore de ‘La Nazione’ (pag. 41), “esonerato dall’incarico” dopo “aver condotto un’inchiesta su Licio Gelli e la P2” (allegato 5). Quando nel lontano 1997 venne inoltrata dal Sottoscritto denuncia alla Procura di Firenze ( http://civitasdemocratica.it/documents/apis/apis_210497 ), che costituì l’inizio di un’interminabile vicenda giudiziaria sintetizzata lo scorso 10.12.19 al Procuratore Generale della Cassazione Giovanni Salvi ( https://www.civitasdemocratica.it/2019/12/10/al-procuratore-generale-della-cassazione/ ) – e che è costato un notevole dispendio di energie – a pag.4 fu indicata proprio la “FINCENTRO” come la fiduciaria utilizzata dai denunciati per coprire i reali soci della nuova società informatica, questa – aspetto tragicomico – aperta davanti alla vecchia sede della procura fiorentina. Nella denuncia alla procura del capoluogo toscano di 23 anni fa furono tirati in ballo alcuni quotidiani, tra cui ‘Avvenire’, ‘L’Eco di Bergamo’ e ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ (allegato 6).

7) Nella speranza di fornire ulteriori elementi al Dott. Salvi, nella medesima pubblicazione di cui sopra (allegato 5), oltre alla “Fincentro” riguardo al crack della Compagnia generale di Roma viene riportato come segue (pag. 48): “Ugo Zilletti quando era vice presidente del Consiglio superiore della magistratura si era adoperato finché fosse restituito il passaporto a Guido Calvi, il presidente del Banco Ambrosiano. Una prima indagine penale si è conclusa nel 1983 col proscioglimento in istruttoria. Ma il suo nome saltò fuori anche nelle carte sequestrate a Licio Gelli a Castiglion Fibocchi. Sulla matrice di un versamento per 0,8 milioni di dollari fu trovato il nome di Zilletti e del suo segretario Marco Ceruti, ex proprietario del ristorante Doney a Firenze. Ceruti è l’unico latitante del processo Ambrosiano, dove è stato condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione”. Il nome di Marco Ceruti spunta in un recentissimo articolo de ‘L’Espresso’ del 6.12.20 sulle “ultime indagini sulla strage del 2 agosto 1980”, pezzo corredato di foto de “l’originale dell’appunto scritto da Gelli, sequestrato nel 1981 con la stessa perquisizione che fece scoprire la lista degli affiliati alla P2. E’ l’operazione segreta da 5 milioni di dollari, gestita dal suo cassiere Marco Ceruti (M.C.) e collegata da altri documenti a Bologna” (allegato 7).

8) Le modalità di “archiviazione dell’inchiesta, nonostante gli ottocento faldoni” avvenuta a Roma nel 2000, messa in evidenza dal sopracitato libro di Pinotti (allegato 4), ricordano molto, a danno del Sottoscritto, non solo quelle avvenute a Firenze, ma soprattutto quelle di Genova dove una PM, chiamata ad indagare sui colleghi fiorentini, ha lasciato il fascicolo completamente intonso per oltre nove anni prima di fare richiesta di archiviazione; fatto meritevole di segnalazione al C.S.M., Presidente della Repubblica ( https://www.civitasdemocratica.it/2017/07/13/al-presidente-della-repubblica/ ) e appunto Procura Generale della Cassazione l’anno scorso. Ma ricordano anche quelle avvenuta il 10.1.17, in aperta violazione di legge (ex art. 408 c.p.p.), da parte della Procura capitolina (R.G. 9900/15): si coglie l’occasione per ricordare al Procuratore di Perugia Cantone, che in teoria dovrebbe essere in possesso del fascicolo romano ( https://www.civitasdemocratica.it/2018/09/21/alla-procura-di-perugia/ ), che nelle “CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE” dell’esposto ai Garanti del Partito Democratico ( https://www.civitasdemocratica.it/2015/06/05/ai-garanti-del-pd/ ) veniva sollevata la “incompatibilità tra l’iscrizione al PD e quella alla massoneria”.

9) Analogamente, visto che il Procuratore Chiappani di Bergamo sta indagando, come accennato, per epidemia colposa, non va sottaciuto quanto stava scritto sempre all’interno dell’esposto indirizzato ai Garanti del PD del giugno 2015 a cui si fa riferimento al paragrafo precedente: “Necessità informatizzazione SSN: Per facilitare tutto questo ci sarebbe bisogno quindi del ‘fascicolo sanitario elettronico, che permette di condividere – con il contributo di medici di Medicina generale e medici ospedalieri – le informazioni sui pazienti” ( https://www.civitasdemocratica.it/2015/06/05/ai-garanti-del-pd/#23-c ). In quel periodo Direttore Generale della prevenzione al Ministero della Salute era il Dott. Ranieri Guerra, del quale si sta occupando anche ‘Report’ per il mancato aggiornamento del piano pandemico. Causa mancata risposta dai diretti interessati, il suddetto esposto ai Garanti fu depositato, come detto, presso la Procura di Roma nel settembre 2015 e nella primavera del 2017 presso il Tribunale Civile di Firenze ( https://www.civitasdemocratica.it/2017/04/14/ricorso-primarie-segreteria-pd/ ). Quest’ultimo passaggio sul SSN, originariamente scritto nel 2014, è stato anche ripreso dal Sottoscritto in un’email recentemente inviata il 12.11.20 ad alcuni esponenti della stampa, incluso l’Ordine dei Giornalisti, per sottolineare come questo problema della medicina territoriale, quando fu sollevato a suo tempo, avesse trovato poco spazio sugli organi di informazione. Inoltre nella medesima email di novembre scorso, viene puntualizzato come prima di esser stati costretti a coinvolgere la Procura di Firenze nel marzo 2019, a causa dell’irreperibilità del provider Register.it per recuperare la casella amaducci@dada.it, era stato chiesto aiuto, invano, al Garante della Privacy, alla cui vice presidenza fino al 28.7.20 sedeva Augusta Iannini; ed altresì ricordato come l’ex Presidente dell’ANM Luca Palamara fosse in quel periodo curiosamente tra i candidati a far parte dell’Authority in questione (allegato 8).

10) In ultima analisi va osservato come l’attuale pandemia abbia messo in evidenza pregresse manchevolezze strutturali del Sistema Sanitario Nazionale, ma anche di quelle del sistema giudiziario, nonché mediatico, legati, nella maggior parte dei casi, indissolubilmente tra di loro. Il tutto già ricordato al Presidente Mattarella nell’estate del 2017 (“La pregherei di prendere in esame se dietro la risposta del C.S.M. a questa oramai storia ventennale, non si nasconda invece qualcosa di più patologico. E cioè la sempre più labile separazione tra potere politico, giudiziario e mediatico. Distinzione che invece dovrebbe essere alla base di uno Stato liberale”).

Documenti allegati:

1) Verbale Udienza Tribunale Firenze del 30.9.20; 2) Articolo ‘L’Espresso’ del 13.12.20; 3) Articolo ‘L’Espresso’ del 22.11.20; 4) Estratto dal libro ‘Fratelli d’Italia’ di F.Pinotti; 5) Estratto dal supplemento ‘La Toscana delle logge’ de ‘l’Unità’; 6) Esposto Procura di Firenze aprile 1997; 7) Articolo ‘L’Espresso’ del 6.12.20; 8) Raccomandata a Ordine dei Giornalisti del 23.11.20;

Firenze, 18.12.20

Giovanni AMADUCCI

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