(tuseiluce.altervista.org)

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Firenze, 9.4.20

La Lombardia ha avuto la sfortuna di essere la regione più colpita, e in un piccolo centro come Codogno, dove è emerso il primo caso riconosciuto, per molti giorni non si è data importanza a un incremento insolito delle polmoniti” (Sara Monaci, ‘Il Sole 24 Ore’, 5.4.20).

Sul focolaio di un altro piccolo centro come Vo’ Euganeo, il giornalista di ‘Report’ chiede al DG dell’ospedale di Padova “E’ stato un grande colpo di fortuna?”, che risponde: “No, eh questo direi di no. Noi ci siamo preoccupati di far sì che l’epidemia corresse al fianco dell’ospedale e non dentro”.

Palazzo Lombardia spingeva invece per una zona rossa anche nella bergamasca, ma l’allarme è stato inascoltato, con le tragiche conseguenze delle settimane successive” (Sara Monaci, ‘Il Sole 24 Ore’, 5.4.20). Però poi l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia sulla possibilità di istituire zone rosse, al ‘Fatto’ dichiara come segue: “Ho approfondito ed effettivamente la legge c’è”.

A parte il tam tam “Yes, we work” di inizio marzo da parte di Confindustria Lombardia, è stato davvero esilarante leggere che, forse in linea con il “Yes, we cure”, ad Alzano “ricoverati con sintomi sospetti furono ricoverati insieme ad altri pazienti” (‘TPI’). Che quantomeno, visti i decessi, si spera apra uno squarcio a livello nazionale sulla giungla dei metodi di accreditamento col SSN delle varie residenze per anziani, strumentali anche al consenso locale dei partiti, soprattutto in mancanza di una legge che riguarda questi ultimi ( http://www.civitasdemocratica.it/2018/05/02/al-presidente-della-repubblica-2/ ).

Sì certo nel caso specifico ora indaga la Procura di Bergamo per epidemia colposa, a meno che la solita manina non intervenga nuovamente su prescrizione e dintorni.

E sotterriamo pure per un attimo il dubbio se la zona padana è affetta o meno da un “insostenibile” problema ambientale: ma se uno ad esempio a cavallo tra febbraio-marzo (o anche prima) sul regionale Codogno-Milano si è seduto accanto ad un asintomatico e poi ha proseguito per Malpensa a prendere un conoscente, una volta che è entrato in aeroporto, vattelappesca se il giorno dopo il virus nella sua ‘long and winding road’ ha raggiunto New York, Reykjavik, Madrid, o Shangai.

Posto che l’articolo del ‘Sole’ in questione è giustamente titolato ‘La lezione per il Nord e il resto d’Italia: se tagli i posti letto devi potenziare il territorio‘, è stata solo “sfortuna”?

Cordialmente

Giovanni Amaducci

(CivitasDemocatica.it)

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