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Riprendendo il discorso di riforma dei Quartieri, oggetto di dibattito in precedenti Consigli aperti come quello alle Leopoldine lo scorso autunno ( https://www.civitasdemocratica.it/2025/10/30/intervento-leopoldine-fi-30-10-25/ ), spulciando il testo della coalizione vincitrice delle ultime amministrative comunali dal titolo ‘Firenze al plurale’ ( https://www.civitasdemocratica.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Firenze_al_plurale.pdf ), si scopre che a pag.70 sta scritto come segue: “introdurremo la figura degli spazzini di quartiere con il compito di monitorare e prendersi cura di spazi limitati nei nostri rioni, e di relazionarsi con i cittadini, i commercianti e le varie realtà di quartiere per raccogliere segnalazioni e criticità”.

Questa figura nel documento post elezioni intitolato ‘Firenze 2029 – la città plurale’ ( https://www.civitasdemocratica.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Firenze_2029-la_città_plurale.pdf ) non compare più, semplicemente nella sezione ‘SOSTENIBILE’ si accenna che “insieme al gestore, è stato riorganizzato il sistema di conferimento e raccolta rifiuti semplificando il sistema di conferimento. Aumento ulteriore della qualità e quantità della raccolta differenziata attualmente già salita al 60%”. Ma la figura degli “spazzini di quartiere” non è ripresa o sostituita da quella dei “vigili di quartiere”.

A parte il fatto che nel documento prima delle elezioni il termine “quartiere” compare 28 volte, mentre in quello dopo solo 6 volte, pur rilevando che “Case di quartiere” compare in ambedue, nella già citata sezione post elezioni, sullo spreco alimentare si legge che “la Città ha aderito al progetto triennale ‘In cibo civitas’, finanziato da AICS (Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo). Firenze si impegna quindi allo sviluppo e al rafforzamento di una concezione di ‘cittadinanza’ intesa come appartenenza alla comunità globale, concorrendo in modo pragmatico al cambiamento individuale e collettivo per la creazione di un mondo più sostenibile e giusto”.

Ma allora, a proposito di glocalizzazione ( https://www.civitasdemocratica.it/2025/09/07/glocalizzazione-firenze-chiama-bruxelles/ ), perché non e stato chiesto “Tu residente nel Q1 o Q5 del @comunefi, preferisci andare a prendere i treni dell’AV alla stazione di SMN, oppure alla Foster?” ( https://www.civitasdemocratica.it/2025/12/29/fischi-per-foster/ ), non solo perché il 2029 incalza, ma anche perché qualcuno ha sottolineato che “Ad oggi a Santa Maria Novella sono 5 i binari usati per l’alta velocità. Due binari resteranno per i treni veloci che comunque resteranno a Smn. Dei tre che si liberano, almeno uno servirà per il nuovo people mover, ma forse ne serviranno almeno due, visto che è un’opera diversa da un treno ‘ordinario’. In questo caso, resterebbe liberato per i treni regionali un solo binario: stiamo facendo tutto questo per avere un solo binario libero in più per i treni regionali?” ( https://www.firenzetoday.it/cronaca/collegamento-people-mover-foster-stazione-santa-maria-novella-ordine-ingegneri.html ).

Più che di ‘In cibo civitas’, non vorrei ci trovassimo di fronte ad un ‘In cubo civitas’.

Giovanni Amaducci

(CivitasDemocratica.it)

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