Fonte: retroonline.it

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Firenze, 17.10.16

Durante un incontro avvenuto in Regione Toscana lo scorso marzo, presente l’Avv. Mori del Comitato Toscano contro le Ecomafie, era stata avanzata l’ipotesi all’Assessore ai Sistemi Informativi, Riforme Istituzionali Vittorio Bugli di costruire una banca dati per il monitoraggio dei flussi finanziari dei vari esercizi toscani. Ciò prendendo spunto dall’anomalo numero di bar e negozi aperti nel centro di Firenze negli ultimi anni, dato confermato all’ultima assemblea cittadina svoltosi il 15.10.16 nella chiesa di Santa Monaca in Oltrarno. Testimoni oculari possono confermare l’entusiasmo dell’Assessore regioneale all’idea. A fine incontro gli era stato consegnato copia cartacea del post ‘UNESCO o UN’ESCORT?‘ del 12.11.15 che è era stato inviato anche all’attuale Sindaco di Firenze, dove vengono appunto trattati questi temi. Da quel dì di marzo più nulla.

Nella speranza che sia falsa, su ‘il Fatto Quotidiano dell’11.10.16 a firma di Davide Milosa è comparsa notizia così titolata: “Antiriciclaggio, il governo: segnalare non è un obbligo”. Prosegue l’articolo: “Per capire bisogna tornare al 2007, quando venne approvato il decreto legislativo 231… La decisione, presa allora dal secondo governo Prodi, impone alla pubblica amministrazione di segnalare qualsiasi operazione sospetta”.

Ora se il silenzio dell’Assessore è dettato dal fatto che gli è stato promesso un posto da senatore in caso di vittoria del ‘Sì’ al referendum costituzionale (con annessa immunità parlamentare), ciò sarebbe una scelta rispettabilissima dal punto di vista politico. Magari un po’ meno sotto altri aspetti. Anche perché sarebbe in controdendenza con chi ad esempio si sta sforzando presso il Polo Universitario di Prato di par partire la qualifica di ‘Tecnico della progettazione, implementazione e manutenzione di sistemi di gestione di database opensource‘ grazie ai Fondi Sociali Europei 2014-2020. Segno che di banche dati funzionanti in Toscana c’è ne è un gran bisogno, come peraltro segnalato nel 2012 al Presidente Rossi ( http://www.civitasdemocratica.it/2012/03/08/vabbuo/ ). Nonché, a livello più generale, vi è necessità di maggior cybersecurity di cui si parlerà grazie a ‘EnergiaMedia‘ il 25.10.16 presso il Centro Studi Americani di Roma.

Se la legge 231 “concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo” venisse edulcorata, a cosa sono serviti i vertici blindati NATO in Palazzo Vecchio del novembre 2015, o gli incontri insieme a Manciulli ed il direttore de ‘la Repubblica-Firenze’ lo scorso aprile all’Istituto Francese? Zona, quella del centro culturale transalpino, dove i residenti fiorentini si stanno battendo contro il degrado e per la “chiusura della sala scommesse” (vedasi volantino).

Come riportato da ‘Avviso Pubblico’, ad inizio 2016 il Procuratore Nazionale Antimafia, che formalmente dovrebbe leggerci in copia, è stato chiarissimo sul tema: “Le mafie sparano meno perché corrompono di più”; e non è finita qui: “L’Italia è il primo paese europeo, il sesto nel pianeta, per piante (880 mila) sequestrate” (‘l’Espresso’, 25.9.16).

Dimenticandosi che l’attuale inquilino di Palazzo Chigi è forse l’unico leader europeo a non essere stato eletto dal popolo, il Prof. Giampiero Gallo ai dialoghi della NYU Florence ‘Europe in the 2050‘ ha detto che l’ex Sindaco di Firenze è il primo ad aver posto il problema della flessibilità: ma non è inutile andare a lacrimare a Bruxelles per tentare di portare il deficit dall’1,8% al 2,2% (se non addirittura al 2,4%), o di ridurre il cuneo fiscale (giusto ma tardivo e scoordinato dopo aver buttato miliardi dalla finestra), se non si fa prima chiarezza da dove sgorgano i soldi per aprire un’attività? A meno che, per incentivare l’uscita dal nero uno non si autodenunci e presenti un business plan di medio lungo termine assumendo/regolarizzando i dipendenti con contratti alla luce del sole.

A questo dovrebbero servire le banche dati. Anche se a dire che in questo modo si recupera in un anno mezzo punto di PIL ce ne corre; ma far pagare le tasse come tutti anche alle ‘hoop‘, no?

Nel sommarietto dell’articolo de ‘il Fatto’ inoltre si legge “Le modifiche annullano il regolamento di Alfano del 2015 sugli indicatori di anomalie”: e pensare che tre anni fa si consigliava all’ex Sindaco di Firenze di abbassare i toni, il quale gufava proprio contro l’allora Ministro degli Interni del Governo Letta… che poi è diventato il suo.

Sembra che, parafrasando Habermas, vi sia una sorta di ‘frenetico trasformismo’.

Quando nel dicembre 1970 le forze del Governo popolare polacco spararono proprio sul popolo, si costituì il cuneo che poi portò alla fine dell’URSS (oggi la Polonia è a maggioranza contro la UE); e che anche negli USA vi sia una critica anti-establishment lo si è visto durante le primarie per le presidenziali ed altresì un desiderio di ritorno alle piccole cose (il film in uscita ‘Manchester by the Sea’ ne offre spunto di riflessione). Ma alla lettura della presente, qualcuno, invece che continuare a ripetere “Pouah, le populisme!”, non dovrebbe semmai sobbalzare con un “Pouah, le transformisme!”?

Cordialmente

Giovanni Amaducci

(CivitasDemocratica)

 

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