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Firenze, 26.4.17

E in effetti l’abilità tattica di Renzi ancora una volta ha fatto la differenza. Organizzare subito la competizione interna senza farla precedere da mesi di confronto pubblico, contrariamente a quanto avvenuto nelle occasioni precedenti, ha bruciato i riflettori che potevano accendersi sui suoi avversari” (Piero Ignazi, ‘la Repubblica’, 23.4.17): eh già!

Sembran passati secoli quando si sentiva urlare “Non si ferma il vento con le mani” (a qualcuno in RAI, pare ancora per poco, fischieranno le orecchie).

Avanti così. En marche! Verso che cosa non si sa. Nessun elogio delle agenzie di rating ( http://www.civitasdemocratica.it/documents/usa/obama_220213 ), certo che tra gli 85 euro lordi promessi ai sindacati del pubblico impiego prima del referendum costituzionale (poi scesi a 36), manovrine varie, la mancanza di una una legge elettorale, questi ‘dettagli’ aiutano alla credibilità? (vedasi downgrade di Fitch). Almeno in Francia qualcosina tra le mani che garantisca un minimo di governabilità ce l’hanno; ed anche una compagnia di bandiera che vola.

Infatti se a ciò aggiungiamo i toni profetici utilizzati un paio di anni fa “Allacciate le cinture, il decollo di Alitalia è il decollo dell’Italia”, di questo passo, il prossimo rating sarà a 5 stelle.

Vediamo se lunedì prossimo, una volta terminata la corsa dei 3 ‘finalisti’, tra i vari organi di stampa ci sarà chi, magari con una vignetta, invece che tonitruare all’insegna de “Ha vinto la democrazia e la partecipazione”, avrà la forza di ispirarsi ad una celebre réclame: “Ti piace vincere facile? Ponzi ponzi po po po” ( https://www.youtube.com/watch?v=-yK-KKmB5uQ ).

Cordialmente

Giovanni Amaducci

(CivitasDemocratica.it)

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